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VESPA 50 PK – PK S (1982-1986)

La Vespa 50 per gli anni Ottanta si presenta con la serie PK, praticamente gemella della sorella maggiore PK 125. Rispetto ai precedenti modelli 50, la PK si distingue per la nuova scocca, caratterizzata da linee spigolose. La posizione di guida è più confortevole con maggiori distanze tra manubrio, sella e pedana. I punti di saldatura non sono più in vista grazie ai bordi ruotati all’interno dei gusci scocca e del parafango. La parte centrale della pedana reca una larga striscia di gomma antisdrucciolo. Il manubrio, in lega leggera, presenta il corpo centrale amovibile per un facile accesso ai componenti interni. Il guscio lato motore presenta uno sportellino incernierato, completamente liscio e senza feritoie. La versione PK (V5X1T) è il modello con equipaggiamento base; la versione PK-S (V5X2T) è più raffinata e comprende di serie gli indicatori di direzione e il bauletto portaoggetti montato dietro lo scudo. A partire dal 1985 le versioni sono denominate rispettivamente XL (V5X3T) e XLS (V5S2T) con alcuni aggiornamenti estetici nel frontale e nel sellone. La linea spigolosa, ben diversa da quella più arrotondata degli anni Settanta, non riscuote però lo stesso successo. Il numero di esemplari prodotti per il modello PK (V5X1T) è di 16.411; per il modello PK S (V5X2T) è di 220.477.


VESPA 50 PK S Automatica (1984-1986)

La versione automatica della 50 PK è praticamente identica al modello PK base, eccetto ovviamente per il cambio automatico. La leva di sinistra al manubrio comanda il freno posteriore anzichè la frizione, quindi non è presente il pedale sulla pedana. Un’altra piccola differenza rispetto al modello base è rappresentata dai portelli ai lati dei gusci laterali, i quali presentano feritoie in diagonale anzichè essere lisci. Il bauletto portaoggetti dietro allo scudo è di serie. Il propulsore denuncia invece alcune differenze, in quanto è caratterizzato dall’ammissione lamellare. Per il mercato estero vengono prodotte anche le versioni 80 e 100. A partire dal 1987 la Vespa PK 50 S Automatica (VA51T) si evolve nella versione Plurimatic (VA52T), alla quale si sono apportati solo piccoli aggiornameti estetici. Il numero di esemplari prodotti è stato di 2.121.


VESPA 50 PK XL – PK XLS (1986-1989)

La serie PK non riscuote molto successo. La linea è spigolosa ed il pubblico non gradisce questa scelta stilistica. Per rimediare nasce la serie PK XL, che migliora alcuni particolari ma ne peggiora altri. La linea è più fluida nel copristerzo del frontale e nel bauletto sul retro dello scudo. Resta scoordinata nella parte sottosella e nello spigoloso fanalino posteriore. Anche i copricerchi non piacciono. Tra i miglioramenti tecnici vi è la sostituzione delle puntine del volano magnete con aggiornata accensione elettronica. Anche la strumentazione è più completa, e comprende ora l’indicatore del carburante. Il numero di esemplari prodotti è stato di 192.418.


VESPA 50 PK XL Plurimatic – XLS Plurimatic (1986-1989)

La versione automatica della PK XL non viene molto apprezzata dagli adolescenti a cui è destinata. La trasmissione automatica funziona bene, ma non piace l’estetica. La serie precedente era stata giudicata troppo spigolosa e qui si è cercato di ammorbidire la linea. Ne beneficiano il copristerzo dello scudo e il bauletto posto dietro allo scudo stesso. Ma la parte del sottosella resta scoordinata rispetto alla carrozzeria. Anche i copricerchi con le feritoie non piacciono. Un gradito passo avanti è invece l’accensione elettronica, che sostituisce le obsolete puntine sul volano magnete. viene migliorata anche la strumentazione. Il numero di esemplari prodotti è stato per il modello XL Plurimatic (VA52T) di 192.418; per il modello XLS Plurimatic (VA52T) di 1.569.


VESPA 50 PK XL Rush (1988-1990)

Vespa 50 PK XL Rush

Vespa 50 PK XL Rush

Con questa serie della PK si può approfittare della nuova normativa che elimina il vincolo della potenza legata al valore massimo di 1,5 Cv; lo spunto da fermo diventa più interessante. Un’altra importante innovazione è la sospensione anteriore antiaffondamento. Della “Rush” viene apprezzato soprattutto il carattere brioso del motore, poichè si ha un apporto del 45% di potenza in più ed il pubblico giovani dimostra soddisfazione nel nuovo modello. Piace meno invece l’estetica, soprattutto la vistosa porzione del sottosella, tipico delle serie PK XL, e la finitura nera. Il numero di esemplari prodotti è stato di 61.069.


VESPA 125 PK – PK S (1982-1986)

Un difficile compito quello affidato alla 125 serie PK: sostituire un modello di grandissimo successo quale è stato il 125 Primavera. Entrambe hanno la carrozzeria “piccola”, in comune quindi con la versione 50. Ma la nuova PK ha una linea nettamente spigolosa e risulterà meno apprezzata. L’abitabilità è invece migliorata, con quote maggiori tra il manubrio, la sella e la pedana. Le saldature sono meno visibili, con i bordi dei gusci e del parafango anteriore ruotati all’interno anzichè sovrapposti. Il manubrio ha il corpo centrale amovibile per un migliore accesso all’interno. Lo sportello del cofano motore è liscio, senza alcuna feritoia. La versione PK (VMX1T) è il modello con equipaggiamento base. La versione PK-S (VMX5T) è più raffinata e comprende di serie gli indicatori di direzione e il bauletto portaoggetti montato dietro lo scudo. A partire dal 1986 le versioni sono unificate nella versione XL (VMX6T) con alcuni aggiornamenti estetici nel frontale e nel sellone. Per il mercato estero vengono prodotte anche le versioni PK 80 e PK 100. Il numero di esemplari prodotti è stato per il modello PK 125 (VMX1T) di 7.278; per il modello PK 125 S di 61.505.


VESPA 125 PK S Automatica (1983-1986)

Assolutamente innovativo è il progetto della 125 Automatica, prima Vespa in assoluto con cambio automatico. La struttura è la medesima della 125 PK-S, che a differenza della PK base ha il motore con cilindro a tre travasi per consentire prestazioni brillanti. La manopola sinistra, anzichè avere le diverse posizioni corrispondenti al numero delle marce, presenta soltanto 2 posizioni: la prima mantiene il folle, la seconda innesta le marce. La leva sinistra del manubrio non comanda la frizione, ma il freno posteriore; manca quindi il pedale del freno sulla pedana. Rispetto alle altre PK gli indicatori di direzione sono di dimensioni maggiori, i portelli dei gusci hanno le feritoie, e lo scudo è profilato in nero. Il bauletto portaoggetti è montato di serie. Sotto la sella manca il vano ripostiglio, qui occupato dal serbatoio dell’olio. Rispetto alla PK con cambio manuale la grande differenza risiede nel propulsore, che è completamente nuovo. Anche visivamente si può notare una conformazione diversa, che traspare al di sotto del fianchetto destro. Il motore della Automatica ha un rapporto di compressione più elevato, un’alimentazione con carburatore maggiore e, per la prima volta, un sistema di ammissione a lamelle anzichè il classico disco-volano. La trasmissione automatica prevede una frizione innestata dall’espansione di 3 masse centrifughe e una cinghia trapezoidale con una coppia di pulegge i cui fianchi si avvicinano o si allontanano, detrrminandone la variazione del rapporto. Il cambio è mosso dalla velocità di rotazione dell’albero motore e da un attuatore idraulico. Esiste poi un comando supplementare per inserire un rapporto corto in caso fosse necessario uno spunto maggiore; un progetto decisamente avanzato, ma eccessivamente complesso. A partire dal 1987 la versione Automatica (VAM1T) si evolve nella versione Plurimatic (VVM1T) con piccoli aggiornamenti estetici e l’eliminazione del dispositivo idraulico, l’unico vero difetto della Automatica. La soluzione è tecnicamente pregevole ma presenta alcuni difetti: è costosa, assorbe potenza, ha consumi elevati ed è fragile. Peccato, perchè dal punto di vista del piacere di guida è perfetto: l’Automatica è divertente ed il passaggio da un modello con cambio manuale fa sembrare improvvisamente obsolete tutte le altre versioni. In ogni caso, è un importantissimo passo avanti: da qui a pochi anni non sarà più disponibile alcuno scooter senza trasmissione automatica, eccetto ovviamente la Vespa PX. Il numero di esemplari prodotti è stato di 10.024.


VESPA 125 PK ETS (1984-1985)

La “ETS” rappresenta una versione sportiva della serie 125 PK, come la “ET3” lo era stata della Primavera. Esteticamente è riconoscibile per il nuovo manubrio più compatto, la sella con un accenno di codino e la scritta serigrafata, i fregi neri e argento su parafanghi e gusci (un pò come sulla 200 Rally). Il copriventola è nero, il bauletto portaoggetti dietro lo scudo è arrotondato e di maggiori dimensioni, la marmitta è allungata. Inoltre, la mascherina copristerzo è più sottile ed appuntita, il che richiede lo spostamento del clacson a lato, nello scudo. Per quanto riguarda la meccanica, l’albero motore è irrobustito, la luce di ammissione ampliata; migliorati anche il condotto di aspirazione e il carburatore. Va segnalata la frenata migliorata grazie alle nuove camme flottanti ed il dispositivo antiaffondamento della sospensione anteriore. Il numero di esemplari prodotti è stato di 11.711.


VESPA 125 PK XL – PK XLS (1986-1990)

La PK non incontra i favori del pubblico: la linea risulta molto lontana da quella della serie PX e si presenta eccessivamente spigolosa. Per migliorare l’estetica del modello si interviene su numerosi particolari, dando vita alla serie PK XL. Alcuni vengono migliorati, come ad esempio il frontale. Il nuovo copristerzo dello scudo e il bauletto posto dietro allo scudo stesso presentano una linea arrotondata, che risulta maggiormente profilata con il resto della carrozzeria. Al contrario, altri elementi peggiorano la situazione, come la porzione del sotto sella che risulta scoordinata ed eccessivamente sistosa. Non vengono particolarmente graditi neanche i copricerchi con le feritoie. Un punto in più lo guadagna invece l’accensione, questa volta elettronica anzichè a puntine. La serie XL, nonostante la pubblicità affermi “Bella da capo a coda” è tra le meno riuscite tra tutte quelle prodotte in tanti anni. La linea migliora decisamente con la successiva serie PK FL2, più arrotondata ed armoniosa. Il numero di esemplari prodotti è stato di 53.750.


VESPA 125 PK XL Plurimatic (1987-1990)

La Plurimatic mantiene la trasmissione automatica, ma in versione semplificata. Il sistema idraulico viene sostituito con un variatore meccanico a funzionamento contrifugo. Grazie al minore assorbimento di potenza, i consumi sono inferiori senza perdere in prontezza nello spunto da fermo. Non viene però apprezzata l’estetica: a un frontale più arrotondato nella linea del copristerzo e del bauletto nel retroscudo si contrappone un sottosella vistoso e scoordinato con la carrozzeria. La situazione stilistica verrà migliorata solo con la successiva FL2. Il numero di esemplari prodotti non è noto.


VESPA 125 PX – 150 PX – 200 PE (1978-1982)

Vespa 150 PX

Vespa 150 PX

La Vespa PX riscuote un tale successo da rimanere in produzione ininterrottamente a partire dalla sua presentazione, nel 1978, per proseguire poi nel terzo millennio. Denominata “NUOVA LINEA”, conquista fin dall’inizio una larga fascia di mercato grazie alla sua rinnovata veste estetica. Realizzare una nuova Vespa 125/150/200 con una linea più moderna rispetto alla serie precedente (125: TS, 150: Sprint Veloce, 200:Rally) è un compito difficilissimo. Estetica da rinnovare, ma senza perdere il contatto con la storia e l’evoluzione dei modelli del passato: il risultato è un successo che va oltre ogni aspettativa. La PX e tutto quello che di positivo avevano i modelli con la scocca “grande”, rivisto e migliorato. La linea risulta modificata soprattutto nel parafango, nel manubrio e nei cofani, tutti particolari che assumono un taglio più moderno. Ma sono nuovi anche il copristerzo, il fanale posteriore e la sella. La strumentazione è circolare, e di grandi dimensioni. Il bauletto dietro lo scudo è più squadrato e lo sportello ha superficie piana. Per la prima volta è possibile montare (optional) gli indicatori di direzione: i modelli predisposti hanno un impianto elettrico di nuova concezione, a corrente alternata con un regolatore elettronico che mantiene costante la tensione dell’impianto al variare dei carichi impegnati. Un deciso passo avanti nella tenuta di strada è ottenuto con la nuova sospensione, che evita in frenata l’affondamento caratteristico di tutti i modelli precedenti: qui l’ammortizzatore è ancorato al gancio portaganasce del freno, ed è fissato alla levetta oscillante della sospensione in corrispondenza del perno ruota. Esteticamente la nuova sospensione si riconosce da quella tradizionale per la presenza di due soli elementi, anzichè tre, infulcrati alla ruota. Aumenta l’escursione, che passa da 70 a 90 mm. Questa PX resta in listino solo per quattro anni, poi si evolve nella successiva PX-E, che è dotata di accensione elettronica. Per il mercato estero, invece, vengono commercializzate anche le versioni PX 80 e PX 100. Il numero di esemplari prodotti è stato di 197.147.


VESPA 150 PX (1975-1983)

La 150 PX risquote un buon successo ed è la più equilibrata tra le tre cilindrate della nuova serie. E’ dotata di un motore più corposo ed elastico rispetto alla 125, e questo consente una guida più piacevole e rilassata. Rispetto alla 200, che ha un consumo nettamente superiore, la 150 si dimostra più parca, ma soprattutto permette soste meno frequenti al distributore di benzina in quanto, a parità di serbatoio l’autonomia risulta decisamente superiore. I cofani si sganciano con apposite levette fissate nella parte inferiore della scocca. Per prevenire i furti, le levette verranno successivamente poste all’interno. Il numero di esemplari prodotti è stato di 345.301.


VESPA 200 PE (1977-1982)

Erede della 200 Rally, la versione 200 della PX risulta praticamente identica alla versione 125, a parte la cilindrata. Poche sono le differenze: l’accensione elettronica e la ruota di scorta sono di serie, la chiave di contatto si trova sul manubrio. A differenza della serie 125 e 150, che montano l’accensione elettronica solo a partire dal 1981 cambiando la sigla da PX a PX-E, il modello 200 nasce equipaggiato con l’accensione elettrica e assume la sigla PE. Per uniformarsi al resto della gamma la denominazione diviene PX-E a partire dal modello successivo. Il numero di esemplari prodotti è stato di 158.999.


VESPA 125 PX-E – 150 PX-E (1981-1982)

VESPA 125 PX-E (1981-1982)

VESPA 125 PX-E (1981-1982)

In questa seconda serie della PX vengono introdotte numerose innovazioni. L’accensione è ora elettronica, le levette di sgancio dei cofani sono poste sotto la sella (per evitare furti), aumenta il diametro del perno ruota, che passa da 19 a 22 mm. Per l’ultima volta il rubinetto del carburatore conserva la storica posizione della riserva, poichè dal modello successivo verrà introdotta la strumentazione in cui figura l’indicatore del livello. Il successo della serie è eccezionale e meritato. Il numero di esemplari prodotti è stato di 134.300.


VESPA 150 PX-E (1981-1982)

In questa seconda serie della PX vengono introdotte numerose innovazioni. L’accensione è elettronica, e la chiave di contatto è spostata sul dorso del fanale. Per prevenire il furto dei cofani, le levette di sgancio sono posizionate sotto la sella. La 150 continua a mantenere un buon successo di pubblico: il suo perfetto stadio intermedio tra la vivace 125 e l’assetata 200 la rende particolarmente piacevole in qualsiasi impiego, cittadino ed extra-urbano. Il numero di esemplari prodotti è stato di 206.007.


VESPA 125 PX-E ARCOBALENO – 150 PX-E ARCOBALENO – 200 PX-E ARCOBALENO (1983-1992)

VESPA 125 PX-E ARCOBALENO (1983-1992)

VESPA 200 PX-E ARCOBALENO (1983-1992)

La versione Arcobaleno presenta alcune varianti rispetto alla serie precedente: il freno anteriore è più efficace grazie all’autocentratura delle ganasce, il bloccasterzo è comandato dalla chiave di contatto, il faro è più potente, l’impianto elettrico è montato a tronconi per una più agevole manutenzione, il bauletto dietro lo scudo ha maggiori dimensioni, la sella è più anatomica ed imbottita, la pedana centrale è più ampia, il manubrio è corredato da una strumentazione più completa, con l’indicatore del livello del carburante. La sella ha un riquadro della seduta, il fregio sul parafango è più grande, il fanale posteriore più arrotondato e il bordo dello scudo è in materiale plastico. La griglia del claxon è squadrata. A partire dal 1984 la PX è disponibile anche con l’avviamento elettrico nella versione Elestart, con la batteria alloggiata all’interno del supporto della ruota di scorta. E’ una novità che viene accolta con entusiasmo da tanti appassionati e rende davvero completa e pressochè perfetta questa versione della Vespa PX. Il numero di esemplari prodotti è stato di 149.444.


VESPA 150 PX-E ARCOBALENO (1984-1992)

La versione Arcobaleno presenta queste varianti rispetto al PX base: il freno anteriore è reso più efficace mediante l’autocentratura delle ganasce, il bloccasterzo viene comandato dalla stessa chiave del contatto, il faro è più potente, l’impianto elettrico è montato in tronconi per una più agevole manutenzione, il bauletto dietro lo scudo è di maggiori dimensioni, la sella è più anatomica ed imbottita, la pedana centrale è più ampia, il manubrio dispone di una strumentazione più completa, provvista anche dell’indicatore di carburante.
La sella presenta un riquadro sulla seduta, il bauletto dietro lo scudo è di maggiore capacità, il fregio sul parafango è più grande, il fanale posteriore è più arrotondato, il bordo lucido montato lungo il profilo dello scudo è in materiale plastico. La griglia del claxon assume una forma squadrata. Il numero di esemplari prodotti è stato di 203.232.


VESPA 200 PX-E ARCOBALENO (1983-1992)

Rispetto alla PX base, presenta le seguenti varianti: il freno anteriore è più efficace grazie all’autocentratura delle ganasce, il bloccasterzo è comandato dalla chiave di contatto, il faro è più potente, l’impianto elettrico è montato in tronconi, il bauletto ha maggiori dimensioni, la sella è più anatomica ed imbottita, la pedana centrale è più ampia e il manubrio ha una strumentazione più completa. Questo modello è disponibile anche in versione Elestart. Il numero di esemplari prodotti è stato di 124.578.


VESPA 125 PX-T5 (1985-1990)

Vespa 125 PX-T5

Vespa 125 PX-T5

La “T5” rappresenta la versione sportiva della PX 125: la sigla sta per “5 travasi”. E’ denominata “Pole Position”, nome che si riferisce al trofeo Piaggio, grazie al quale viene assegnata una Vespa ai piloti più veloci nelle qualificazioni in Formula 1: per la cronaca, Nelson Piquet se ne portò a casa ben nove. Le modifiche estetiche riguardano essenzialmente il parafango anteriore più profilato, il frontale con la griglia nera più appuntita, il faro rettangolare, il manubrio con un piccolo parabrezza e l’ampia strumentazione (per la prima volta una Vespa ha il contagiri digitale a cristalli liquidi). Le ruote e il motore sono carenati, sotto la pedana è collocato uno spoiler nero, sopra al bauletto è presente un piccolo vano portaoggetti, la sella ha i piani leggermente sfalsati. Per quanto riguarda il motore, gli interventi per aumentare la potenza riguardano la camera di combustione a cupoletta centrale, con corona periferica di squish e il cilindro con cinque travasi, tutte innovazioni per la Vespa. Rispetto alla PX, la corsa e l’alesaggio sono differenti, con una corsa più corta. Rivisti anche i diagrammi di aspirazione e scarico; l’alettatura è più estesa, il carburatore maggiorato e l’albero motore rinforzato. La potenza massima sale da 8 a 11 Cv. Il numero di esemplari prodotti è stato di 41.072.


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